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21/09/2010
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Novità per l'autunno! Wine tour e benessere in Maremma!
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Degustazione di prodotti tipici locali, quali vino e olio, gastronomia, wine tour, alla scoperta della Maremma Toscana! Visitate i nostri percorsi per i dettagli, il pacchetto si chiama "Autunno in Maremma" |
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30/06/2010
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La storia di uno scrittore americano in Maremma
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David Leavitt è autore di numerosi libri di successo nei paesi anglofoni, alcuni dei quali ancora non tradotti in italiano, come quello scritto in Maremma dal titolo “in Maremma, life and a house in southern Tuscany”. Lo scrittore alla fine degli anni '90 ha deciso di trasferirsi a vivere in Maremma, ed ha acquistato un casale vicino Semproniano, dove è rimasto a vivere per tre anni. La decisione di vivere in Maremma fu legata all'impressione che la nostra terra ha fatto allo scrittore, che sembra ancora una terra di frontiera, dove gli stranieri presenti sono ancora pochi, a differenza di altre zone d'Italia, come ad esempio il Chianti o l'Umbria. E' rimasto colpito dalle storie raccontate dai suoi vicini di casa, risalenti ai tempi della guerra e a quelli successivi. Nel libro definisce la Maremma come un enorme parco dove cinghiali, caprioli e e camosci abbondano nei boschi; dove le persone vivono ancora di agricoltura a differenza di altre zone come l'Umbria non c'è industria; una terra dove ancora si sente parlare italiano e non solo inglese e tedesco come in altre parti della Toscana, ma soprattutto dove puoi ancora sentire la tua voce nel silenzio... Un libro che sarei curiosa di leggere! [fonte: Colline oggi] |
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28/05/2010
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La Maremma secondo Giacomo Tachis
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Maremma: nome il cui suono affascina quanto la terra che rappresenta. Questa "Marittima Toscana", come soleva denominare Emanuele Repetti, si affaccia sul mar Tirreno discendendo dai monti dell'intorno e attraversa la vasta pianura intermedia coperta da boscaglie e una volta, da paludi, epidemie, povertà e da sporadica ricchezza. Maremma di funghi Prugnoli, "stante il soverchio colore" affermava Giovanni Targioni Tozzetti; Maremma di sughere, di querce, di olmi, di cern, di farnie, di frassini e di viti disordinatamente sparse o maritate. Questo era il paesaggio antico di una delle più belle zone della Toscana.
E tra le boscaglie, tra i frassini, le farnie e le sughere, vi era anche, in tempi remoti, la progenitrice del Sangiovese: la Vitis Silvestris. Probabilmente il Sangiovese ha origini etrusche. Sembra che, insieme al Trebbiano e al Montepulciano, il Sangiovese tragga origine da selezioni fatte all'epoca della cultura villanoviana proprio dagli Etruschi e, come ripeto, la sua madre proge-nitrice è ancora presente nei boschi della Maremma Toscana. Così afferma il professor Mario Fregoni conosciuto per la sua vasta cultura viticola.
Oggi la Maremma non è più percorsa dalla malaria e dalla povertà; i vigneti, insieme alle altre colture, conferiscono un aspetto ridente, solare, invitante, ad un paesaggio che reca con sé la storia mitica di un passato talvolta ancora presente come nella vite e nel vino.
La luminosità, il sole, il tipo di terreno, le correnti marine o di montagna: tutti questi fattori contribuiscono a portare al consumatore appassionato un'ampia gamma di vini maremmani che vanno dall'Ansonica al Vermentino, al Malvasia, al Morellino, al Ciliegiolo, all'Aleatico e a tanti altri vitigni di tradizione e moderni, a completamento di una cultura vinicola fortemente storica. Per rendersene conto basti pensare che nel secolo scorso l'Associazione Agraria della Provincia di Grosseto conferiva premi, sotto forma di attestati, a quei campagnoli che avevano lavorato la vigna con correttezza morale e professionalità.
Ora non si teme più che il livello del mare si vada rialzando e le spiagge della Toscana non appaiono più inferme "a causa de lo moto dell'ottava sfera del cielo", come intendeva il buon Villani!
Sul litorale prospera oggi un turismo appassionato di mare, di Maremma e di vino, in virtù
delle grandissime qualità di rossi da barrique che questa terra può offrire, insieme alle tipologie
più consuete e assai gradite dal consumatore-turista che trascorre le vacanze su questi pittoreschi lidi.
La Maremma grossetana è capace di produrre, dalle sue viti, vini rossi ad altissimo spessore estrattivo, sia grazie al carattere pedoclimatico della zona, sia grazie alla capacità dei produttori appassionati. Si tratta di vini che provengono da vigne studiate con competenza e seguite tecnicamente da professionisti aggiornati, che tengono conto del moderno mercato internazionale. Ricordo a tale proposito che i vini italiani di
lusso vantano, da qualche decennio, origine maremmana! Da poco tempo è nata anche una nuova denominazione di origine: il Monteregio D.O.C., nelle sue varie espressioni di vino bianco, rosso e da invecchiamento. E non si ferma qui l'opera del viticoltore e dell'enologo maremmano! C'è infatti la collaborazione con le Università di Pisa e di Firenze. Da qualche tempo il Professor Scalabrelli dell'Università di Pisa (di origine maremmana), si dedica molto alla causa viticola della Maremma grossetana. Il lavoro da svolgere è ancora tanto in quanto questa terra, ricca di risorse potenziali in fatto di viticoltura e di "enologia di lusso", promette molto. Bisogna però sottolineare che gli sforzi valgono bene la pena e i risultati attuali parlano già positivamente.
Gli antichi traffici commerciali nel Mar Tirreno tenevano sempre di conto questa parte dell'Italia centrale per quanto riguardava il mercato del vino. I reperti archeologici etruschi teshmoniano infatti che il mercato del vino era presente fin dall'antichità.
Ed è proprio questo stesso mercato che persiste ed onora la passione e la capacità degli abitanti di queste terre.
Giacomo Tachis
Chi è Giacomo Tachis Enologo, allievo del grande Emile Peynaud, è stato per trent'anni direttore tecnico delle cantine dei Marchesi Antinori. A lui si deve la creazione di alcuni vini che hanno profondamente segnato, in senso innovativo, la produzione italiana e in particolare quella toscana. Valgano per tutti gli esempi del Sassicaia, del Tignanello e del Solaia, tre rossi ormai entrati nella recente storia della nostra enologia. Attualmente presta la sua consulenza ad alcune aziende vinicole e a numerosi organismi vitivinicoli, tra cui l'Istituto Regionale della Vite e del Vino di Palermo. Appassionato bibliofilo, possiede un'importante raccolta di testi antichi di argomento vitivinicolo. |
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31/03/2010
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Novità! Proposta soggiorni con wine tour!
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Maremma wine and company propone soggiorni in luoghi di charme della Maremma Toscana, appositamente selezionati per voi, in base a caratteristiche di qualità, servizio e relax! Visitate la nostra pagina dei percorsi per scoprire le proposte! |
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09/03/2010
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Manifesto di Vignerons d'Europe 2009
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Qui di seguito ho voluto inserire il documento redatto dai vignaioli d'Europa riuniti a Firenze, che rappresenta una dichiarazione di volontà e passione di quanti come me svolgono questo lavoro animati da questi sentimenti. Il vignaiolo si prende cura in prima persona della vigna, della cantina e della vendita. Il vino del vignaiolo è vivo, dona piacere, è figlio del suo territorio e del suo pensiero. Espressione autentica di una cultura. Il vignaiolo considera il consumatore un co-produttore. Il vignaiolo custodisce e modella il paesaggio nel rispetto della biodiversità e della cultura del proprio territorio, che racconta e arricchisce. Il vignaiolo come agricoltore si assume la responsabilità di preservare e migliorare la fertilità del suolo e l’equilibrio degli ecosistemi. Il vignaiolo si impegna a rinunciare all’utilizzo di molecole e organismi artificiali e di sintesi con l’obiettivo di tutelare il vivente. Il vignaiolo governa il limite in tutti i suoi impegni ricercando l’ottimo, mai il massimo. Il vignaiolo si assume la responsabilità della propria attività nel rispetto dell’ambiente, della salute del consumatore e dei destini della propria comunità e della terra. Il vignaiolo si impegna a creare e alimentare relazioni con altri vignaioli, agricoltori, produttori di cibo, cuochi, università e istituti di ricerca, educatori e cittadini nella propria comunità e nel mondo. Il vignaiolo pratica la trasparenza: dice quello che fa e fa quello che dice. I Vignerons d’Europe riuniti a Firenze chiedono alle autorità nazionali ed europee di non ostacolare il loro lavoro con regolamenti adatti all’industria ma non alle loro particolarità. http://www.vignaiolievignerons.it
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18/02/2010
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Un appuntamento da non perdere per gli appassionati di vino!
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Benvenuto Brunello 2010! Il 19-20-21-22 Febbraio 2010 i produttori del consorzio del Brunello di Montalcino presentano le nuove annate: Brunello di Montalcino annata 2005 Brunello di Montalcino Riserva 2004 Rosso di Montalcino annata 2008 Moscatello di Montalcino Sant’Antimo La location è sempre la storica fortezza di Montalcino. Per coloro che hanno la fortuna di aver ricevuto l’invito a partecipare alla manifestazione, è un’occasione importante per respirare “aria di vino”, incontrare i produttori, degustare le nuove annate, farsi raccontare l’andamento dell’ultima raccolta, conoscere le stelle assegnate all’annata 2008 e altro…per soddisfare la curiosità degli appassionati di vino toscano, e più in particolare di sua Eccellenza del vino toscano: il Brunello di Montalcino! |
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